Animenta
Sottotitolo
La sfida
Raccontare la complessità dei DCA senza ricorrere a immagini stereotipate, rendendo percepibili il conflitto interiore, la solitudine e la fatica quotidiana di chi ne soffre. Con un linguaggio autentico, capace di sensibilizzare senza giudicare.
L’approccio
Un monologo in prima persona guida lo spettatore attraverso forme astratte, parole e composizioni in movimento. Il linguaggio visivo dà corpo alle emozioni, accompagna la voce e si evolve insieme al racconto, fino ad aprirsi a una prospettiva di speranza.
Perchè funziona
Perché mette al centro la persona, non la malattia. La combinazione di voce, parole e immagini essenziali crea uno spazio di ascolto ed empatia, aiutando a riconoscere una sofferenza spesso invisibile e a trasmettere un messaggio fondamentale: chiedere aiuto è possibile e non si è soli.



















